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Il caffè decaffeinato è una gradita alternativa per chi non vuole rinunciare al gusto e all’aroma del caffè, ma non sopporta la caffeina in esso contenuta.

Eppure sorgono spesso delle domande: il caffè decaffeinato fa male o è completamente innocuo? quanto è salutare questa bevanda? la possono davvero consumare tutti, nessuno escluso?

Pro e contro del caffè decaffeinato

Molti autorevoli esperti si sono espressi a questo proposito. Secondo il professor Enzo Spisni, fisiologo della nutrizione presso l’Università di Bologna, chi consuma questa bevanda non corre alcun rischio. Il metodo utilizzato per la decaffeinizzazione, che prevede l’impiego dell’anidride carbonica, è infatti completamente affidabile.

Molti preferiscono consumare il caffè decaffeinato perché ritengono che la caffeina possa provocare il mal di stomaco. C’è anche chi avverte problemi al sistema nervoso e problemi cardiaci.

Tuttavia, se si fosse davvero così sensibili alla caffeina, probabilmente si avrebbero problemi con o dopo aver consumato cioccolato e cacao, perché anche questi alimenti contengono tale sostanza.

In realtà è la tostatura rapida che viene spesso effettuata a temperature molto alte a creare sostanze amare.

1. Come si ottiene il caffè decaffeinato

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Uno dei metodi più comuni per decaffeinare il caffè prevede l’uso di solventi. Ma l’effetto di queste sostanze sulla salute non è ancora stato studiato a fondo.

Secondo alcune ricerche c’è almeno un solvente, vale a dire il diclorometano, che è potenzialmente cancerogeno. Un altro solvente utilizzato è l’acetato di etile, presente anche nell’aceto.

Per decaffeinare i chicchi con i solventi si segue questa procedura:

  • come primo passo, i chicchi di caffè vengono inizialmente gonfiati per renderli pronti per i solventi
  • si procede poi con i solventi per eliminare la caffeina dai chicchi. Tale processo richiede almeno dieci

Il metodo che prevede l’impiego dell’anidride carbonica per decaffeinare il caffè è il più costoso, ma anche il migliore. La caffeina viene infatti estratta in modo completamente naturale:

  • non si altera il sapore del caffè
  • non rimangono residui chimici nei chicchi

2. Contenuto di caffeina

Anche il caffè decaffeinato non è del tutto esente dalla presenza della caffeina. Secondo la normativa dell’Unione Europea, il caffè decaffeinato può ancora contenere lo 0,1% di questa sostanza.

Se il contenuto di caffeina è inferiore allo 0,08%, il prodotto può essere identificato come privo di caffeina.

Per quanto riguarda il caffè tradizionale, se ha una quantità di caffeina inferiore allo 0,2% può considerarsi povero di questa sostanza.

I caffè Arabica hanno circa la metà della caffeina rispetto ai chicchi Robusta. Ma anche qui la percentuale di caffeina oscilla sensibilmente in base al tipo di caffè.

  • Nei chicchi Arabica i valori variano da 0,8% a 1,4%.
  • I caffè del Sud e Centro America etichettati come caffè “Brasil” o caffè “Columbia” sono caffè Arabica che hanno per natura un contenuto di caffeina inferiore.
  • Il caffè Robusta contiene 1,7% -4,0% di caffeina, a seconda della sua origine.
  • Se stai cercando un caffè naturalmente povero di caffeina, allora puoi optare per il caffè “Australia”, che ha un contenuto naturale di caffeina dello 0,6%. Inoltre, è una vera rarità sul mercato, con un gusto ricco, morbido e con poca acidità.

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha reso noto il suo punto di vista scientifico a proposito della sicurezza della caffeina.

In base al suo parere, il consumo quotidiano da parte delle persone che non hanno particolari problemi di salute in genere è sicuro.

3. Il caffè decaffeinato fa male?

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Non bisogna pensare che il caffè decaffeinato, in quanto tale, sia automaticamente più salutare.

Come abbiamo visto, ciò che conta davvero è il metodo che si usa per eliminare la caffeina dai chicchi di caffè. In determinate circostanze, ad esempio, alcuni processi produttivi rendono il caffè meno digeribile di quanto non lo sarebbe con la caffeina.

L’effetto benefico sullo stomaco, in particolare, non è così scontato. E anche il binomio mal di testa e caffè non è detto che non sia presente con il tipo decaffeinato.

4. Caffeina in gravidanza

Gli studi che sono stati effettuati ad oggi sul tema “caffeina e gravidanza” non sono ancora arrivati a una conclusione univoca. Secondo alcuni sembra che ci sia una connessione statistica tra le menomazioni nel neonato e il consumo di caffeina della madre, mentre altri non vedono questa relazione.

Sta di fatto che la caffeina raggiunge sempre il bambino attraverso la placenta. Meglio quindi non assumere più di 200 milligrammi di caffeina al giorno. Nel totale devono essere inclusi anche altri alimenti che contengono caffeina, come cioccolato, tè nero, tè verde e cacao. Anche alcuni farmaci possono contenere la caffeina.

Il consiglio è, soprattutto durante la gravidanza, di scegliere un caffè decaffeinato che abbia ottenuto il marchio biologico.

5. Benefici del caffè decaffeinato

Benefici-del-caffe-decaffeinato

Pochi studi fino ad oggi hanno esaminato i benefici del caffè decaffeinato, ma alcuni risultati sono già stati raggiunti e hanno concluso che sono gli stessi del caffè tradizionale

In particolare:

  • protegge il fegato
  • è messo in relazione a un tasso di mortalità ridotto per malattie cardiovascolari
  • espone meno al rischio di diabete di tipo 2

Da questo punto di vista sembra quindi che non ci sia differenza se il caffè che bevi contiene o no caffeina.

6. Caffè decaffeinato biologico

Il caffè decaffeinato biologico sembra la scelta migliore, perché non prevede l’impiego di solventi chimici per estrarre la caffeina dal chicco.

Quindi, se non vuoi assumere il solvente diclorometano, dovresti optare per il caffè decaffeinato biologico, che viene solitamente prodotto con l’anidride carbonica e non è pericoloso per la salute.

7. Caffè decaffeinato naturale

Alcuni anni fa è stata scoperta in Etiopia una pianta di caffè naturalmente priva di caffeina. Da allora, sono stati fatti diversi tentativi per coltivare una pianta di caffè che dia frutti senza caffeina in modo più naturale, attraverso la selezione e l’incrocio.

Tuttavia fino ad oggi le piante di caffè prive di caffeina non sono abbastanza ad alto rendimento per essere proponibili a livello commerciale. Non resta che attendere i prossimi sviluppi!


Conclusioni

Il caffè è una delle bevande più popolari in Italia. Alcuni bevono il caffè proprio per gli effetti della caffeina, mentre altri ne apprezzano soprattutto il gusto. Se non vuoi l’effetto stimolante, il caffè decaffeinato è un pratico sostituto del caffè classico.

A parte il contenuto di caffeina, non è diverso dal caffè normale. Fai attenzione però al metodo utilizzato per eliminare questa sostanza.

Quello più salutare non prevede l’impiego di solventi ma avviene con l’utilizzo di anidride carbonica. Per andare sul sicuro, meglio scegliere un prodotto biologico.

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