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La usiamo tutti i giorni per bere, cucinare, lavarci, pulire la casa, innaffiare i fiori… L’acqua che sgorga dal rubinetto delle nostre case è così importante nella vita domestica, ma non sempre ci preoccupiamo della sua purezza.

Non tutta l’acqua è uguale. Esistono significative differenze territoriali nella sua qualità ed è quindi importate capire come depurare l’acqua del rubinetto.

Come depurare l’acqua del rubinetto

Vitalità, salute e benessere vanno di pari passo con la purezza dell’acqua. Tuttavia la nostra acqua dura che sgorga dal rubinetto può contenere una piccola quantità di impurità.

Ci sono diverse metodologie che permettono di depurare la risorsa idrica con o senza filtro acqua rubinetto. Te le riassumiamo brevemente qui di seguito.

Qui di seguito ti presentiamo come depurare l’acqua del rubinetto:

1. Ebollizione

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L’ebollizione uccide il 99 percento dei batteri e dei parassiti presenti nell’acqua. Una volta che hai bollito l’acqua puoi quindi berla in tutta tranquillità.

Tieni però presente che con questo processo il contenuto di sali minerali e i metalli non vengono eliminati.

Se vuoi far bollire l’acqua, procedi così:

  • prendi una pentola, riempila d’acqua e mettila su un fornello acceso
  • lasciala bollire per circa 15 minuti. Durante questo periodo, batteri e parassiti vengono uccisi. Anche le sostanze chimiche nocive vengono eliminate attraverso l’evaporazione
  • se ti accorgi che sono presenti dei residui solidi, lascia riposare l’acqua nella pentola per un po’ più a lungo in modo che le particelle in sospensione si depositino sul fondo. Puoi anche far passare l’acqua attraverso un colino a maglia fine o un panno pulito.

2. Depuratore d’acqua

Presenti ormai in moltissime abitazioni indipendenti e nei condomini, i depuratori d’acqua rimuovono le impurità indesiderate come sedimenti, sapore e odore, durezza e batteri.

Grazie alla presenza di filtri a carboni attivi sono progettati per offrire una risorsa idrica di migliore qualità. È importare capire se ti occorre veramente un dispositivo di questo tipo prima di installarne uno per filtrare l’acqua.

3. Osmosi inversa

In un impianto di depurazione acqua ad osmosi inversa la risorsa idrica passa attraverso diversi filtri acqua. La presenza di una membrana osmotica molto fine permette di recuperare quasi tutte le sostanze disciolte.

Il dispositivo di depurazione dell’acqua viene posizionato sotto il lavello e dispone di una riserva di acqua filtrata, evitando problemi di portata limitata. Le diverse cartucce devono essere cambiate ogni anno e il filtro osmosi inversa ogni due o tre anni.

Valuta tutti i costi prima di prendere una decisione.

4. Clorazione

La clorazione è un modo semplice ed efficace per disinfettare la risorsa idrica senza dover utilizzare un filtro per acqua potabile.

Consiste nell’introdurre nell’acqua prodotti clorurati (come ad esempio delle compresse di cloro) per eliminare i microrganismi presenti. Trascorsa una mezz’ora circa, l’acqua si può bere.

Rimane così per alcuni giorni grazie al fatto che l’effetto del cloro si mantiene per diverso tempo.

5. Distillazione

La distillazione è un processo che avviene secondo il principio della condensazione dell’acqua. Con un apposito dispositivo viene riprodotto il ciclo naturale dell’acqua: evaporazione, condensazione e precipitazione.

La fase di ebollizione, necessaria per l’evaporazione, permette di rimuovere la maggior parte dei batteri.

Il vapore si ritrasforma in acqua grazie alle batterie condensanti. L’acqua passa poi attraverso un filtro a carboni attivi destinato a rimuovere le impurità.

 6. Aggiunta di iodio

Lo iodio è efficace contro batteri e virus e non richiede pompaggio. Non è consigliabile utilizzare lo iodio per un periodo superiore a qualche settimana; soprattutto le donne in gravidanza dovrebbero prestare attenzione a non ingerire questa sostanza.

Inoltre, alcuni tipi di protozoi, incluso il criptosporidio, sono resistenti o talvolta completamente immuni allo iodio e ad altre sostanze chimiche.

Questo sistema di depurazione acqua può essere utilizzato in combinazione con un filtro anticalcare.

7. Purificazione solare

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L’esposizione dell’acqua al sole ha l’effetto di neutralizzare gli organismi che possono causare problemi all’apparato gastrointestinale. Questo effetto si ottiene principalmente con le radiazioni ultraviolette: le radiazioni UV-A interferiscono con il metabolismo dei batteri e ne distruggono la struttura.

Inoltre, la radiazione infrarossa riscalda l’acqua e accelera il processo di disinfezione una volta che viene raggiunta una temperatura di circa 50°C.

Per effettuare la purificazione solare è sufficiente riempire una bottiglia di plastica con l’acqua del rubinetto di casa, agitarla e lasciarla al sole in posizione orizzontale.

8. Vasi d’argilla

L’acqua conservata in vasi di terracotta non solo si mantiene fresca, ma viene depurata naturalmente.

L’argilla alcalina interagisce con l’acidità dell’acqua oligominerale e fornisce un buon equilibrio del pH. In questo modo allevia i dolori di stomaco.

9. Radiazioni UV

L’UV, ultravioletto, è una lunghezza d’onda che si trova nello spettro elettromagnetico, tra i raggi X e la luce visibile. Non possiamo vederli direttamente, ma fanno parte delle onde luminose che il sole ci invia: sono quelle che provocano le scottature…

La depurazione acqua UV consiste nell’invio di onde luminose invisibili, la cui lunghezza d’onda è calibrata per attaccare il DNA dei microrganismi: 254 nanometri. Queste onde hanno la capacità di modificare il codice genetico dei microrganismi che raggiungono.

Il loro DNA/RNA viene modificato e le funzioni riproduttive non sono più efficaci. Un microrganismo che non può più riprodursi non può più diffondersi nell’organismo ospite, e quindi diventa innocuo. È un metodo efficace per la potabilizzazione acqua.

10. Caraffa filtrante

Caraffa-filtrante

Le caraffe filtranti hanno trovato il loro posto in molte cucine prive di filtro per rubinetto. Queste brocche sono progettate con una cartuccia che garantisce un processo di filtrazione. Alcuni modelli sono completi di perline a scambio ionico e microsfere di carbone attivo.

È importante sostituire la cartuccia ogni quattro settimane circa per evitare il rischio di contaminazione microbiologica.

Si raccomanda inoltre di conservare la caraffa filtrante e il suo contenuto in frigorifero e di consumare l’acqua entro 24 ore dalla filtrazione. Infatti, neutralizzando il cloro, i batteri possono ricrescere nell’acqua microfiltrata.

11. Perle in ceramica

Ricche di microrganismi, le perle di ceramica svolgono un’azione efficace di depurazione dell’acqua, soprattutto in caso di una presenza eccessiva di cloro e di calcare. Il loro utilizzo è quanto di più semplice si possa immaginare.

Non devi far altro che porle in un sacchetto, posizionarle sul fondo di una caraffa e attendere mezz’ora prima di bere.

Si tratta inoltre di una soluzione molto economica, perché alcuni tipi di perle possono essere conservate per dieci anni.

Puoi anche metterle nella borraccia per beneficiare dell’acqua purificata quando non sei in casa.

12. Carbone attivo

Si tratta di una soluzione molto apprezzata, economica e facile da utilizzare per purificare acqua. Fatto di quercia o bambù, il pezzo di carbone attivo viene posto, per dieci minuti in acqua bollente durante il suo primo utilizzo.

Viene poi messo in una caraffa. Per un uso ottimale, si consiglia di attendere diverse ore prima di servirsi da bere. I carboni attivi purificheranno l’acqua, rimuovendo il sapore del cloro e rilasciando minerali.

Conclusioni

Le bottiglie di plastica non sono solo una piaga per l’ambiente, ma sono anche discutibili dal punto di vista della salute: sotto la lente d’osservazione ci sono i materiali utilizzati per la loro realizzazione.

Tuttavia anche l’acqua del rubinetto solleva degli interrogativi per via della possibile presenza di calcare, agenti patogeni, pesticidi…  Per consumarla serenamente ci sono diverse soluzioni che consentono di depurarla in modo eco-sostenibile.

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